Portali e guide nel Regno elementale

Gli esseri elementali, gli spiriti e i sovrani dei regni della Natura ci possono aiutare a penetrare e, se siamo forntunati, a instaurare un rapporto con quella dimensione immortale, elusiva e non umana, che esiste sulla Terra. Come in molte pratiche wiccan e pagane, questo tipo di comunione quasi sciamanica ci consente di entrare in uno stato di coscienza alterato, e perciò di operare dal suo interno. Sviluppando un legame con gli abitanti di questa dimensione misteriosa, apprendiamo a comunicare meglio con Gaia per assisterla anche a livelli più profondi.

Ma chi sono questi alleati e aiutanti invisibili? Prima di parlare della magia che possiamo operare con loro, rispondiamo a questa domanda.

Deva, creature fatate, angeli e altre guide

Il regno elementale è un livello di energia e vibrazioni leggermente più incorporeo del nostro, anche se rimane sempre intrinsecamente collegato al pianeta terrestre. Al suo interno vivono molte creature, che hanno una miriade di nomi nelle varie tradizioni e che sono state immortalate nelle leggende della Terra. Nella Wicca gli elementali sono spesso noti come gnomi e nani (terra), silfidi (aria), salamandre (fuoco) e ondine (acqua). Altre tradizioni li riuniscono semplicemente sotto il nome di deva, che è in realtà un termine indù per indicare gli spiriti, o dèi minori, il cui scopo è occuparsi della Natura – una specie di versione orientale delle fate dei fiori vittoriane. Anche la tradizione buddhista onora gli spiriti collegati in vari elementi. Questo è però solo l’inizio.

Mi ci sono voluti molti anni di pratica per capire che questi regni sono dimensioni che convivono con noi sulla Terra, solitamente in maniera per noi invisibile, e che sono abitate da diversi tipi di spiriti della Natura.

Ad alcuni di loro non abbiamo ancora attribuito un nome, mentre se siete di origine irlandese potete pensare ai leprechaun, al popolo fatato, al piccolo popolo o alle banshee. Chi è di altra origine celtica si ricorderà i pixie o wil-ò-the wisp, o forse quello spirito simile alle banshee che i bretoni chiamano ankou. Ogni terra e ogni lingua attribuisce i nomi e le caratteristiche propri a queste creature magiche. Gli antichi Greci e i Romani le chiamavano in molti modi diversi, che riecheggiano nelle definizioni wiccan delle silfidi, delle ondine e delle salamandre. Vi ricordate delle driadi e naiadi, spiriti degli alberi e dell’acqua della mitologia greca, o le ninfe e i fauni che danzavano al sole di primavera, mentre Pan suonava allegramente il suo flauto? Queste non sono solo leggende, bensì immagini veritiere di un mondo invisibile ai più.

Tratto da “Gaia – Magia per il Pianeta” Francesca Ciancimino Howell – Venexia 2008

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