I poteri delle Erbe di San Giovanni

Occorre precisare a questo punto che nella tradizione magica esistono almeno dieci piante dette di San Giovanni, così definite poiché si ritiene che acquistino o sviluppino speciali proprietà terapeutiche e occulte proprio se raccolte all’alba di San Giovanni, il 24 giugno. Da secoli streghe, maghi e seguaci della vecchia religione, al sorgere del sole di quel giorno sacro, si recano a piedi nudi nei prati , nelle radure, sulle colline o nei boschi, per raccogliere queste mitiche piante sulle quali, durante la notte, le fate benefiche distribuiscono i loro influssi arcani, osservando antichi rituali. Ma anche il folklore nostrano e le più radicate credenze popolari, attribuiscono a un mazzo composto da tutte queste piante, poteri talismanici illimitati e l’arte di svelare misteri e segreti. E ogni specie ha le proprie specifiche virtù:

La Camomilla: Ormai comunemente noti gli effetti sedativi e calmanti della tisana che si ottiene con il suo fiore, ma gli effetti medicinali risultano notevolmente potenziati se raccolti nella notte o all’alba di San Giovanni. Propizia inoltre la fedeltà delle donne e modera l’abuso di alcol nell’uomo.

L’Artemisia: Questa pianta dalle proprietà toniche e stimolanti, non facile da raccogliere, costituitva il principale ornamento delle ragazze nella notte di S. Giovanni. Gettata nella stessa sera in direzione dei quattro punti cardinali, protegge da tutti gli spiriti maligni.

La Bardana o Lappola: […] Portare indosso un sacchetto pieno di questi involucri disseccati protegge dal malocchio e previene inoltre reumatismi e nevralgie.

La Gramigna: Questa pianta, che costituisce il tormento del contadino e del giardiniere per la sua azione infestante e nociva, veniva adoperata in passato nel giorni si S. Giovanni per realizzare una scopa da appendere esternamente sulla porta della camera degli sposi, allo scopo di difenderli da malefici e sortilegi. Dalla distillazione di questa erba si ottiene uno sciroppo altamente afrodisiaco, il cui uso regolare pare assicuri una felice vita sentimentale. Infine, bruciata, polverizzata e sparsa sulla soglia di casa, protegge dai falsi amici.

L‘Edera Terrestre: Da non confondere con l’Hedera Helix, questa varietà di edera cresce sulle ripe boscose, presenta rami eretti e in parte ricadenti, foglie cuoriformi e fiori violetto pallido, talvolta macchiati di rosa. Conosciuta per le sue virtù officinali, in magia è utilizzata per guarire la sterilità, sia nell’uomo che nell’animale. Appesa alla porta della stalla fa aumentare la produzione del latte e posta in un cofanetto di legno assieme a denaro, procurerà incremento d’affari. Inoltre, tenuta sotto il cuscino propizia l’amore; intrecciata insieme alle fotografie o ai nomi di due persone consoliderà la loro passione e se si onrnerà con essa il capo a mo’ di corona, quando spunta il sole nel giorno di S. Giovanni, si troverà entro un anno un marito o un amante.

L’iperico: Si tratta di Hipericum Perforatum, detto anche comunemente Scacciadiavoli. La stessa impronta etimologica evidenzia la proprietà di combattere i fantasmi e i suoi fiori gialli pare che allontanino, se masticati, la malinconia e gli influssi demoniaci. Conservare e portare indosso il primo fiore dell’anno, o un altro raccolto esattamente all’alba del 24 giugno, facilita la vincita al gioco, mentre contarne le macchioline simili a forellini può fornire un magico numero utile per il lotto.

La Verbena: E’ senza dubbio una delle principali erbe magiche e in queso senso apprezzata da tempi assai lontani. Conosciuta con innumerevoli appellativi, quali ad esempio erba consacrata, erba incantatrice, colombina o crocina, è sacra a Venere, ovviamente alle fate ed è considerata la regina delle erbe di S. Giovanni. Già anticamente le si attribuivano virtù magiche,, officinali e miracolose. Era l’erba talismanica dei poeti, degli scrittori greci e romani e ancora, soprattuto in certe regioni francesi, si crede che un bambino nato in una stanza in cui è presente un mazzo di verbena, sarà dotato di gran talento per la poesia e le arti. Un mazzo posto sul portale all’interno della casa assicura armonia e prosperità nella famiglia e alcune gocce di tisana o essenza sparse per la casa prima di un ricevimento garantiscono una felice riuscita. La verbena, secondo chi la adoperava, poteva nascondere poteri malefici o benefici. Nei testi magici medievali si prescrive di raccoglierla a mezzzanotte, con la mano sinistra, pronunciando scongiuri e formule magiche. Nel curriculum della verbena non possono inoltre mancare le proprietà afrodisiache: per far innamorare perdutamente una persona – si legge infatti negli antichi manuali di magia popolare – occorre preparare una tisana di maggiornana selvatica, finocchio, foglie di noce e verbena raccolta per San Giovanni; lasciare in infusione le erbe durante la notte ai raggi della luna piena, recuperare infine le foglie, farle seccare, polverizzarle metterne un po’ nel cibo o farle annusare all’interessato o all’interessata… [..] La verbena infine, oltre a costituire la base di numerose pomate e prodotti cosmetici, risulta utile anche per ricavarne un sano infuso digestivo e come eccellente regolatore della pressione sanguigna.

L’Orchis: Questa è la conosciutissima orchieda nostrana, cugina povera ma non troppo delle splendide e aristocratiche orchidee esotiche. Il suo fiore tenuto in casa respinge gli influssi occulti maligni, ma porta sfortuna all’uomo che lo dona a una donna come atto d’amore, se l’animo non è sincero.

Il Licopodio: Le spore di questa piantina, il cui nome trae origine dal greco lìkos, lupo, e podòs, piede, sono officinali e prima della scoperta dei coloranti chimici venivano utilizzate per involgere le pillole. Nel Medioevo i fasci di licopodio accesi illuminavano i piazzali delle chiese dove si celebravano i misteri ed un segreto di magia popolare consiste nell’accendere un piccolo falò di questa pianta sulla soglia della casa della persona da far innamorare, per infiammare il suo cuore; si ritiene inoltre che se viene raccolta il giorno di San Giovanni, acquista il potere di eccitare le passioni e gli ardori amorosi degli uomini.

Il Millefoglie: Questa pianta diffusissima nei luoghi erbosi, detta anche Achillea Millefolium, avrebbe spiccate virtù magico-terapeutiche soprattutto contro i dolori. E’ l’erba talismanica dei falegnami per gli effetti cicatrizzanti sulle ferite e in Cina le attribuiscono poteri divinatori.

Mandragora: un discorso a parte meriterebbe questa magica pianta, regina della teobotanica, le cui virtù occulte risultano conosciute dall’antichità più remota. Nella parte dedicata al Libro Magico delle Fate, riportiamo alcune invocazioni e incantesimi tradizionali nei quali è richiesta la sua presenza; per coloro che invece intendessero approfondirne la conoscenza esoterica, possiamo consigliare la lettura del nostro testo La Magica Mandragora, nel quale ogni suo aspetto è affrontato dettagliatamente.

Prima di concludere questo breve capitolo dedicato alle piante e ai fiori fatati, occorre avvertite gli eventuali sperimentatori che prima di accingersi alla raccolta, in particolar modo se l’attenzione è rivolta alle erbe di S. Giovanni, è opportuono – così prescrivono i testi magici – accendere un piccolo falò o, al limite, una candela e tenere appoggiato per terra un coltello, meglio se magico anch’esso, con la punta rivolta verso ovest, per allontanare gli spiriti maligni, particolarmente agguerriti in quella notte.

Tratto da : “Iniziazione alla Magia delle Fate” – Pier Luca Pierini R. – Edizioni Rebis 1999

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