La Fata Morgana

La leggenda di Morgana si colloca ai primi tempi della Gallia, in epoca sicuramente anteriore al Cristianesimo, la qual cosa smentirebbe l’ipotesi di un’idea delle fate importata in Europa dagli arabi attraverso la Spagna. E’ figlia del Re Pendragon, sorella di re Artù, amante contrastata di Lancillotto e allieva di Merlino, dal quale apprende i segreti della magia. […]

Questa fata, i cui tratti ricordano spesso più la figura di una maga, come Iside, è a volte identificata come un’ondina e ama errare lungo i bordi di fiumi e torrenti, oppure volare sulla loro superficie su un carro trainato da animali marini, per poi rientrare nel palazzo sul fondo delle acque, dove abita.

Collin de Plancy la dipinge come una gran fata, una delle profetesse dell’isola di Sein e la più possente delle nove sorelle druidesse. I romanzi di cavallleria hanno celebrato i suoi incantesimi e le sue azioni non proprio cortesi nei confronti della bella Ginevra, ma la conferma dell’antichità della legenda legata al nome di Morgana ci è data dagli scritti di un illustre geografo del primo secolo della nostra era, Pomponius Melas. Dagli interessanti scritti di questo autore, apprendiamo che nell’isola di Sayne è presente un oracolo di una divinità gallica, circondata da nove sacerdotesse chiamate Saynetes, alle quali è affidata la custodia della sua eterna verginità. Si crede che queste fate possano eccitare le tempeste, assumere qualsiasi forma, guarire le malattie e predire l’avvenire…

Tratto da : “Iniziazione alla Magia delle Fate” – Pier Luca Pierini R. – Rebis Edizioni 1999

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