Streghe e Lupi – Un racconto

Ci fu un tempo in cui le creature magiche convivevano con gli umani, quando ancora la caccia non occupava le loro menti, quando i loro cuori erano liberi dal costante desiderio di possedere ciò che di bello l’universo regala a questo mondo.

A quel tempo, una fata nacque ai piedi della montagna, oltre il bosco di castagni, accanto al lago delle trote blu.

Era dolce, gentile e di nobile animo, ma anche testarda, curiosa e sfuggente. Si sa che le fate vivono lunghe vite ma in prevalenza nella più completa solitudine.

Lei vagava per le terre emerse, osservava le piante, i semi ed i frutti e spesso li combinava insieme, nel tentativo di donare qualcosa di insolito e magico a tutte le anime che sapessero cogliere il bello nelle piccole cose. Le sue sorelle vivevano lontane, ognuna dedicandosi alla propria arte: leggere i simboli delle stelle, indirizzare i corsi d’acqua, addormentare i bambini, intrecciare le radici degli alberi. Ogni fata legge il mondo con i suoi occhi ed ognuna sa di aver bisogno di una strega, per comunicare con gli umani.

Ci fu un giorno in cui, durante il suo viaggio di luce, incontró un viaggiatore, che non apparteneva al piccolo popolo, e che era totalmente avvolto dentro un nero mantello di nuvole ed acqua gelida. Egli non vedeva oltre quella coltre, poiché i suoi occhi non erano abituati alla luce ed i suoi sensi erano appannati dalla pioggia: credeva che il mondo intero fosse rappresentato dall’interno del suo strano abito. La fata pianse, poiché sentiva dentro di sé il dolore della prigione, anche se l’umano sembrava non esserne consapevole. Animo dolce, decise di offrirgli un’opportunità.

Viaggió oltre i confini della foresta alla ricerca delle signore della luna; ne trovó una infine e riuscì a comunicarle le sue nobili intenzioni. La strega ascoltó con attenzione ed accettó con benevolenza la proposta della piccola creatura.

Quando giunsero al cospetto dell’umano, egli era ancora immobile, così come la fata lo aveva lasciato. Ignaro di ciò che stava per accadere, continuava a sopravvivere come aveva sempre fatto.

La strega lo avvicinò e posó su di lui il suo sguardo, lo accarezzó sulla spalla e fissandolo negli occhi lo invitó ad alzarsi, piano. Ella gli offrì una mano, ed allontanó con l’altra la fredda coltre di nubi che iniziò a muoversi lentamente, sparendo nella foresta, attratta dalle foglie di betulla.

Colei che unisce i due mondi parlò, e fece in modo che l’umano potesse vedere con i suoi occhi la creatura che gli aveva dato la possibilità di ammirare la meraviglia delle cose del mondo. Egli si consideró un eletto e decise di ringraziare le magiche creature donando per sempre il suo aiuto in qualità di esploratore dei mondi a cui poteva avere accesso. Lui conosceva e raccontava. Tale era la sua curiosità e la sua devozione che la strega, commossa da tale dedizione, decise di parlare con gli antichi spiriti che concessero all’umano di poter cambiare le sembianze in quelle di un lupo, all’occorrenza, in modo che potesse, indisturbato, attraversare i confini tra i due mondi. Ed ecco perché si dice che le streghe siano coloro che corrono con i lupi. E perché ogni strega abbia quasi sempre un lupo al suo fianco.

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