La religione degli antichi celti

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di J. A. McCullogh

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Descrizione

Nella grande congerie di studi celtici, che si sono susseguiti a partire dalla fine del secolo scorso, e di fronte al sempre crescente interesse che la materia celtica va acquistando anche presso il pubblico non specializzato, questo libro di McCulloch costituisce uno dei primi e più riusciti tentativi di descrizione del misterioso oggetto che è la “religione celtica”, compiuti avvalendosi di tutti gli strumenti più moderni che l’archeologia, la fisiologia, la numismatica, l’analisi testuale e gli studi comparati sia linguistici che folklorici mettevano a sua disposizione. Ne esce un lavoro ampio ed esauriente sull’affollato pantheon degli dèi dei Celti insulari e continentali, in cui si riesce per la prima volta a intravedere un ordine e i sicuri legami esistenti tra le varie e non sempre omogenee realtà religiose. La difficoltà dell’argomento risiede nella mancanza di fonti davvero antiche e lo storico delle religioni deve rintracciare, spesso avvalendosi dell’intuizione, all’interno di ciò che è rimasto, cioè miti, racconti ed epopee trascritti in epoca cristiana, le vestigia di una religione, che comunque rimane misteriosissima e per questo affascinante. In questo senso è di grande interesse l’attenzione prestata per la prima volta al folklore come prezioso serbatoio della tradizione orale di epoca precristiana e come fonte di possibili informazioni su un passato avvolto nella nebulosa magia dei druidi. Il ritratto del Celta che ne risulta è quello di un uomo alla ricerca di dio, profondamente legato alle forze invisibili, al culto degli spiriti della natura e della vita che nella natura si manifesta.
Traduttore: F. Diano
Editore: Neri Pozza
Anno edizione:1997
Pagine:416 p.
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